Via Rovello 1500


Il palazzo del Conte Carmagnola.
Un gioiello architettonico da restituire alla città.

La storia del Palazzo in cui ha sede il Piccolo Teatro di Milano risale agli inizi del XV secolo (1415) quando il Duca Filippo Maria Visconti lo diede in dono a Francesco Bussone Conte di Carmagnola come premio quale comandante delle truppe viscontee.

Tra il 1420 e il 1425 il Conte intraprese opere di abbellimento del Palazzo e lo lasciò in eredità alle due figlie, Atonia e Luchina, più ricco e sontuoso. Quest'ultima, moglie di Luigi Dal Verme, riscattò la parte della sorella diventandone l'unica proprietaria.
I Dal Verme rimasero proprietari sino al 1485 anno in cui furono dichiarati ribelli alla casa Ducale degli Sforza; il Palazzo confiscato divenne, nel 1494, proprietà di Ludovico il Moro.

Il nuovo proprietario intraprese numerosi lavori di abbellimento, di risanamento e di restauro del Palazzo con l’apporto dell’architetto Giovanni di Busto per donarlo successivamente a Cecilia Gallerani, sua dama favorita.
Iniziò per il Palazzo un periodo di splendore: fu probabilmente ospite anche Leonardo che prese parte al programma decorativo del palazzo e che qui dipinse, secondo alcuni, il celebre ritratto della Gallerani descritto anche in un sonetto del poeta Bellincione e in una lettera di Cecilia Gallerani a Isabella Gonzaga.

Nel 1499, con l’arrivo dei francesi, Cecilia Gallerani si rifugiò alla corte di Isabella d’Este e il Palazzo fu annoverato tra i beni di Luigi XII che gli diede diverse destinazioni. Una pianta redatta alla fine del 1500 descrive il Palazzo come un vasto edificio rettangolare raccolto intorno a due cortili. Il cortile minore rivolto verso via Rovello è quello ancora conservato; presenta una pianta quadrata ed è circondato da portico di 6 arcate su ciascun lato.




I capitelli delle colonne di grande finezza ed eleganza sono documentate in una incisione del Mongeri (1872) e confermano la stretta parentela con quelli di altri edifici costruiti nell'ambito della corte sforzesca (Canonica di S. Ambrogio, Palazzo dell'Arcivescovado e Chiostro piccolo di S. M. delle Grazie), ma spiccano tra questi per qualità e per l'accurata fattura.

Sotto il portico ovest è ancora visibile la targa araldica della famiglia Carmagnola raffigurante la biscia viscontea a testimonianza di un privilegio che i Signori di Milano concedevano a poche famiglie fedeli.

Il cortile maggiore, anch'esso con pianta quadrata è circondato solo su tre lati da portici di 8 arcate ciascuno.



Nel 1509 il Palazzo fu venduto al Comune di Milano che, nel 1605, lo destinò a granaio comunale: nei piani superiori furono costituite vaste scorte di grano da smaltire nei tempi di carestia, mentre nei cortili si teneva il mercato del grano, della farina e delle vettovaglie.

Nel 1770, su iniziativa dello storico Giulini, si provvide a un radicale intervento di restauro e vi si trasferì l’archivio civico. Iniziò allora un periodo di rinascita del Palazzo che culminò con il trasferimento dalla vecchia sede di piazza Mercanti del Comune che qui vi rimase per quasi un secolo (fino al 1861 quando fu ceduto in cambio di Palazzo Marino).


Divenuto sede dell'Intendenza di Finanza, tra il 1890-92, il palazzo subì numerosi rimaneggiamenti: con l'allargamento di via Broletto il cortile maggiore fu mutilato perdendo un lato lungo il quale correva un ballatoio, sorretto da mensole, simile a quello del cortile della Rocchetta al Castello.
Ulteriori mutilazioni furono subite dall'edificio nel 1938-39 in seguito a opere di riforma condotte per trasformarlo in sede del Dopolavoro Civico. Iniziò dunque un nuovo periodo di abbruttimento del palazzo che culminò, negli anni della Repubblica Sociale Italiana, con l'insediamento della milizia di Ettore Muti, trasformandosi in luogo di tortura per gli oppositori del regime.



Nel 1947 Il Palazzo del Carmagnola diventa la sede del Piccolo Teatro. In quella brutta e disagevole saletta da 500 posti, con un palcoscenico da sei metri per quattro inizia una storia nuova per il teatro nazionale. Comincia a vivere, in Italia, il teatro stabile.
Il 14 maggio del 1947 a Milano non nasce solamente un teatro stabile, ma nasce il concetto del teatro a servizio della collettività cittadina nel quale il Comune si assume la funzione di promuovere lo sviluppo culturale della cittadinanza.

È in fase di avanzata progettazione la riqualificazione del Palazzo e delle strutture ivi presenti che hanno un immenso valore storico ed una dignità architettonica ed artistica di primaria importanza: il Piccolo Teatro, con il suo patrimonio documentale unico, ed il Palazzo Carmagnola con le sue valenze storiche.
L'obiettivo del Piccolo Teatro è di rafforzare questo legame storico ed artistico proprio nel cuore di Milano e valorizzare una struttura che rappresenta a livello nazionale ed internazionale un punto di riferimento per la storia del teatro.