|
La storia del Piccolo Teatro |
||||||||||||
|
|
Il Piccolo, primo teatro stabile d'Italia, è fondato da Paolo Grassi e Giorgio Strehler nel 1947. Si inaugura il 14 maggio con L'albergo dei poveri di Gorkij. |
|||||||||||
|
Nel manifesto programmatico si legge: |
|
|||||||||||
|
ll periodo dal 1947 al 1955 |
||
|
E' la giovinezza del Piccolo Teatro segnata dall'ansia della sperimentazione, dal bisogno di aggiornamento nei confronti della drammaturgia e del teatro degli altri paesi. Sono anni segnati da un creativo eclettismo: Goldoni accanto a Salacrou, Shakespeare accanto a Thornton Wilder, Pirandello a Garcia Lorca. Sono anche gli anni della scoperta del realismo, di Cechov e di Bertolazzi, visti entrambi come ponte verso ricerche future. |
||
|
Il periodo dal 1955 al 1967 |
||
|
Anni fondamentali che si svolgono nel segno di Brecht di cui Strehler, ormai regista unico, mette in scena nel 1956 l'Opera da tre soldi. Il lavoro su Brecht, che si snoda da L'anima buona di Sezuan a Il buon soldato Schweyck tocca il suo vertice con Vita di Galileo, ma è rintracciabile anche nell'approccio inedito verso il Coriolano di Shakespeare, nella summa del Gioco dei potenti, nelle Baruffe chiozzotte di Goldoni. Il periodo si chiude nel segno di Pirandello con l'edizione dei Giganti della montagna del 1966 che, interrogandosi sul difficile rapporto fra arte e vita, rivela poeticamente il pessimismo strehleriano sulla sopravvivenza del teatro. |
||
|
Il periodo dal 1967 al 1972 |
||
|
Nel 1967 Strehler lascia il Piccolo per fondare la Cooperativa Teatro Azione. Paolo Grassi punta sui nuovi talenti: offre ad Ariane Mnouckhine Milano come palcoscenico per il suo 1789, permette allo strepitoso talento di Patrice Chéreau di rivelarsi in spettacoli che lasceranno il segno, crea le condizioni che permettono al geniale Klaus Michael Grüber di misurarsi con spettacoli destinati a fare nascere furiose polemiche. Nominato Sovrintendente della Scala, nel 1972, Grassi chiede a Strehler di ritornare al Piccolo. |
||
|
Il periodo dal 1972 al 1982 |
||
|
Strehler ritorna come direttore unico dello Stabile e progetta grandi spettacoli. Re Lear riapre un discorso su Shakespeare che raggiungerà poi il vertice della Tempesta. Si riaffrontano L'opera da tre soldi, Il giardino dei ciliegi, El nôst Milan, L'anima buona di Sezuan. Per la prima volta Strehler si confronta con il teatro dell'assurdo di Genet, Beckett e con il teatro naturalistico di Strindberg mettendo in scena Il temporale e continua il suo viaggio dentro il Goldoni popolare con il Campiello. |
||
|
Il periodo dal 1982 al 1997 |
|
|
Dal teatro dell'illusione all'opera estrema del Faust di Goethe, da Lessing a Jouvet, Strehler traccia febbrilmente le grandi linee di un teatro umano. Il Piccolo, diventato Teatro d'Europa, acquisisce il Teatro Studio mentre si sta preparando quella città del teatro che dovrà sfociare nell'inaugurazione della Nuova Sala. Marivaux appare per la prima volta al Piccolo diretto da Antoine Vitez e poi da Strehler stesso. La grande magia di Eduardo De Filippo va in scena a pochi mesi dalla scomparsa del suo autore. Ritorna Goldoni per il Bicentenario con Arlecchino, Le baruffe chiozzotte, Il campiello. |
|
|
Il periodo dal 1997 al 2000 |
|||||||||
|
In questo periodo si inaugura la Nuova Sede del Piccolo - il Teatro Strehler - con il trionfo del Così fan tutte di Mozart, ultima regia di Giorgio Strehler, che scompare nella notte di Natale del 1997. È la stagione in cui il Piccolo Teatro può ripensare serenamente a ridefinire la sua vocazione di teatro pubblico e darte a contatto con le nuove tendenze del gusto e i cambiamenti della società civile. Luca Ronconi debutta con il Progetto Sogno che porta con successo sulle scene La vita è sogno di Calderon de la Barca e Il sogno di Strindberg. |
|||||||||